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domenica 5 settembre 2021

Äl gh'è nacc 'vanti 'l Censìn Pich

 post ripreso dal sito https://www.piemontetopnews.it/



Si è spento Censin Pich, faro della cultura e della letteratura in lingua piemontese

Si è spenta, all’eta di 91 anni, una delle ultime e più autorevoli voci dei Brandé, quella di Censin Pich.

Torinese di nascita, ma con radici canavesane da parte di padre e astigiane da parte di madre, Pich è stato un punto di riferimento della cultura e della letteratura in lingua piemontese del Novecento e dei primi due decenni degli anni Duemila. Collaboratore di Alfredo Nicola, il fondatore della prestigiosa rivista di cultura musicale del territorio Musicalbrandé  fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, ne ha poi assunto la direzione per poi trasformarla nella rivista La Slòira, con un più vasto raggio culturale, esteso anche alla poesia, alla storia e alla letteratura, dirigendola con passione, competenza e dedizione, fino all’ultimo respiro, affiancato in redazione da Dario Pasero.

La testata dell’autorevole rivista culturale in lingua piemontese
“La Slòira”

Censin Pich si è sempre battuto per la diffusione, la tutela, la valorizzazione della cultura e della lingua piemontese.

Saggista, poeta, linguista, maestro di prosa giornalistica, Censin Pich ha saputo dare nuovo smalto e vigore alla parlata regionale, con testi fluidi, di chiara fruibilità con l’uso di vocaboli spesso rari e ricercati, ma di immediata interpretazione, dopo averli rispolverati dal più antico lessico piemontese e riportati a rinnovata attualità.


Decine sono le sue recensioni, le sue segnalazioni, i suoi saggi e le sue pubblicazioni. Ricordiamo, tra la sua copiosa bibliografia d’eccellenza, per motivi di spazio, solo alcune opere, come “La Leteratura piemontèisa dal prinsipi al di d’ancheuj” (Chieri, 1974), la “Sernia ’d pròse piemontèise dla fin dl’Eutsent” (Torino, 1972). Con Dario Pasero (Dario Pasé) ha pubblicato “Sapèj” (Ivrea, 1996). La silloge di poesie piemontesi “Për ël Piemont e ‘l mond e d’àutri mond” è stata pubblicata ad Ivrea nel 2002.

Lo rimpiangiamo con infinita tristezza.

Torino, 4 Settembre 2021 | Sergio Donna


mercoledì 10 gennaio 2018

Addio a Camillo Brero



ADDIO A CAMILLO BRERO

Rilanciamo il post pubblicato da Albina Malerba sul sito della Ca dë Studi Piemonteis perché non avremmo saputo fare di meglio.


“E Ti Nosgnor/…/lassa che i pòsa/ d’sora Toa man/ l’ànima mia”
(C. Brero, Commendo Spiritum, in Breviari dl’ànima, a cura di G. P. Clivio, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1969)
Si è spento questa mattina, 10 gennaio 2018, a Pianezza, dove viveva, il poeta piemontese Camillo Brero.  Autore della Grammatica della Lingua Piemontese e del Vocabolario Piemontese-Italiano/Italiano Piemontese.
L’ultimo saluto a Camillo Brero sarà venerdì 12 gennaio, ore 15.30, Parrocchia San Pietro e Paolo di Pianezza.

Nato a Druento (Torino), nel 1926, è stato per molti anni insegnante prima di diventare impiegato alla FIAT. Incomincia a scrivere in piemontese negli anni Quaranta su incoraggiamento di Nino Costa e Luigi Olivero. Fatta amicizia con Pinin Pacòt, dal 1946 fa parte della “Companìa dij Brandé”. Capofila della seconda generazione dei “Brandé”, alla morte di Pacòt ne raccoglie l’eredità spirituale continuando a pubblicare “Ij Brandé”, gli annuali “Armanach ëd poesìa piemontèisa”. Accanto alla mai interrotta attività poetica, ha svolto  un’intensa, appassionata, lucida  militanza in difesa della lingua piemontese: autore della grammatica normativa più importante (che parte dalle norme di grafia elaborate nel 1930 da Pacòt e Viglongo), e che codifica la grafia tradizionale adottata oggi praticamente da tutti coloro che scrivono nella lingua regionale, la Gramàtica piemontèisa più volte edita e aggiornata dal 1967 a oggi; e i due vocabolari Italiano-Piemontese (1976) e Piemontese-Italiano (1983),  anche questi più volti aggiornati e pubblicati da Il Punto-Piemonte in Bancarella. Ha scritto saggi, studi, presentazioni, interventi, trasmissioni televisive e radiofoniche, da aggiungersi all’opera di promozione e di didattica. Ha curato con Renzo Gandolfo l’antologia La letteratura inpiemontese dalle origini al Risorgimento (1968) e di suo i tre volumi di una Storia della letteratura piemontese (1981-83). È stato tra i fondatori, nel 1969, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis; Fondatore della Ca dë Studi Pinin Pacòt-Centro Studi Don Minzoni; Fondatore e direttore del mensile “Piemontèis Ancheuj”.
L’itinerario poetico di Brero si distribuisce nelle raccolte Spluve(Scintille)(1949), Stèile… stèilin-e (Stelle…stelline) (1956), Breviari dl’anima (Breviario dell’anima) (1962), L’anima mia a s’anandia(L’anima mia s’incammina) (1968), Bin a la tèra e l’àutra bin (Bene alla terra e l’altro bene) (1977), Ma ‘l sol doman a ven… Bin e poesìa an lenga piemontèisa (Ma il sole domani viene…Bene e poesia in lingua piemontese) (1986), An brass al sol (In braccio al sole) (1996),Vos ëd l’etern present (Voce dell’eterno presente) (2003).
“La poesia di Brero è sempre stata – da subito – una confessione e una confidenza, una festa e un affidamento (parola che sa di orfanezza e di fede, di fiducia e di accoglienza). La sua direttrice è da sempre stata la luce: la ricerca e l’elogio – il canto – della luce che festeggia l’ombra, il passo (della fede) che imprime l’orma. Le sue parole si sono sempre incardinate nel suono di una voce che scaturisce dalle più segrete sorgive di un richiamo ancestrale. Per cui Giovanni Tesio).
l’incontro con Pacòt valse a conferma di una vocazione in travaglio. Ed è valsa a stanare una sete e un bruciore che già aveva la sua storia ma che sentiva l’urgenza (la necessità) di uno sbocco persuasivo”. “Un poeta che diventa intensamente persuasivo quando riesce a confondere (ma meglio sarebbe dire sciogliere) il lirismo d’impeto e un po’ oratorio nel sentimento di un tempo sommesso, nell’abbandono confidente in una religione che salva senza rumore, nello sgranarsi di un fitto rosario di frammenti o di istanti rasserenati e solari” (
Ant j’eve dosse dël pensé…
Lasseme spërfondé
andrinta a j’eve dosse dël pensé,
dël pensé ‘d Ti, o De…
peui perd-me an mes dla trasparensa ‘d lus
che a-j dà vita a la vita e al Cel am cus…
come a cus, sël cheur dla neuit, tute le stèile
antant che ‘l sol a sara soe parpèile…
Che bel! Sentisse lus drinta la Lus
e spërfondé, parej, drinta ‘l Pensé :
sentime but d’Amor dl’ùnich Pensé,
dël Pensé ‘d Ti, o De!…
La nòstra bela lenga piemontèisa
Quand che ij fieuj e j’anvod
parleran pi la nòstra bela lenga piemonteìsa
‘dcò le muraje a ‘rfaceran “Vergògna”
ai savant e ai potent ch’a l’han baratala
–         la nòstra bela langa piemontèisa –
con tranta ‘dné e ‘1 giov dla lenga dj’àutri.
Quand che i fieuj e j’anvod parleran pi
la nòstra bela lenga piemontèísa
– e noi e ij Grand saroma arson lontan
d’una vos dròla ‘d na cossiensa veja
ij dàir, le pere, ij ròch la parleran
la nòstra bela lenga piemontèisa,
j’eve dij nòstri fium la canteran
la nòstra bela lenga piemontèisa,
la lòsna e ‘1 tron a la diran sle nìvole
la nòstra bela lenga piemontèísa,
ël vent la crijerà tra la tempesta
la nòstra bela lenga piemontèisa,
la lun-a ëd neuit la confidrà a le faje
le nòstra bela lenga piemontèisa,
ëd di a risplenderà ant la lus dël sol
la nòstra bela lenga piemontèísa.
La nòstra bela lenga píemontèsa
tradìa e dismentià,
la nòstra bela lenga piemontèisa.
Oh, mia bela lega piemontèisa
che ant ël mè sangh it vive!

domenica 27 agosto 2017

E incä 'l Nanni l'è nacc in nëgn


Gh'è nacc vanti 'l Nanni Svampa, col dij Gufi.

Negli anni Settanta accanto all'attivismo politico e alle apparizioni teatrali,
Svampa si era dato alla (ri)scoperta della canzone popolare lombarda, a cui dedicò 12 dischi che mescolavano rime da osteria, battute lascive, musiche tradizionali e canti di guerra. Un lavoro quasi più da ricercatore e da filologo che da semplice cantante. Da allora aveva mantenuto un'altissima popolarità grazie a una continua attività di cabaret e musica sui palchi dei teatri e dei locali di musica, e aveva continuato pressoché fino all'ultimo.
(da Repubblica.it)

domenica 4 giugno 2017

Gh'è nacc 'vanti 'l Carlìn



E' scomparso Carlin Poletti, da San Maurizio d'Opaglio, mitico direttore del coro ANA Stella Alpina di Berzonno, grande appassionato della musica e della tradizione popolare.
A parenti e amici le nostre più sentite condoglianze.

venerdì 27 gennaio 2017

martedì 24 gennaio 2017

Lutto


Gh'è nacc 'vanti 'l Gioanìn Ross, on amis e on compagn dë stràa dij Pastor dij temp indré.
L'è 'nä grän brutä giornàa.

domenica 2 ottobre 2016

Ci ha lasciato Sandra Mantovani

Cantante, ricercatrice e studiosa nata a Milano nel 1928, Sandra Mantovani è stata insegnante di tecniche di comunicazione orale alla civica scuola d’arte drammatica «Piccolo teatro di Milano». Ha iniziato la sua attività con il Nuovo canzoniere italiano, assieme al quale ha partecipato allo spettacolo «Bella ciao»; prima ancora aveva preso parte a «Milanin Milanon». Ha poi costituito, assieme a Bruno Pianta, il Gruppo dell’Almanacco popolare con il quale ha preso parte a numerosi concerti in Italia e all’estero, nonché seminari didattici. Da ricordare la partecipazione al Laboratorio di musica popolare all’«Autunno musicale» di Como e al «Maggio popolare» al Centro ricerca teatrale di Milano. Ha impostato e condotto in Italia la ricerca sul ricalco secondo rigorosi criteri metodologici e tecnici, da lei espressi poi in un lucido intervento pubblicato nel volume "Il folk music revival". Ha ricavato il suo vasto repertorio, composto esclusivamente da canzoni dell’Italia settentrionale, da registrazioni effettuate durante ricerche sul campo e adottate soltanto dopo uno studio attento e prolungato. Ha collaborato attivamente all’attività di ricerca e di studio di Roberto Leydi, suo marito, assieme al quale ha spesso firmato le pubblicazioni librarie e discografiche frutto delle loro ricerche.
Ricordiamo in particolare la sua partecipazione alle ricerche "Canti popolari di Intra e delle sue Valli" (1974) e "Canti popolari del Cusio" (1977).
E' scomparsa il 2 ottobre 2016.
(biografia tratta da http://digilander.libero.it/gianni61dgl/sandramantovani.htm)

  
Sandra Mantovani (al tamburello) con Bruno Pianta e Cristina Pederiva nel gruppo L'Almanacco Popolare (anni '70) e in una recente immagine nella sua casa di Orta San Giulio.